Il conto della fattura, da qualunque numero tu parta
Compenso, cassa, IVA, bollo e ritenuta non si sommano in fila: hanno basi diverse. Scegli il numero che hai già in mano e il documento si compila a ritroso o in avanti, riga per riga.
La fattura
valoreIl documento
euroScrivi l’importo che hai: il documento si compila da solo, riga per riga.
- Compenso imponibile
- Cassa o rivalsa
- IVA e marca da bollo
- Totale, e quanto incassi davvero
Perché le percentuali non si sommano: cosa sapere
Cassa, IVA e ritenuta hanno basi diverse. La cassa si calcola sul compenso; l’IVA su compenso più cassa; la ritenuta sul solo compenso se hai una cassa professionale, su compenso più rivalsa se sei in gestione separata. È il motivo per cui sommare le percentuali dà un numero sbagliato.
Lo scorporo si fa per divisione, non togliendo il 22% dal lordo: quella sottrazione dà un imponibile più basso del vero. Qui l’IVA è presa per differenza, così imponibile più IVA fa esattamente il lordo di partenza.
Partendo dal totale il calcolo è per un documento senza IVA, cioè in regime forfettario, e i centesimi non tornano sempre da soli: la riga di arrotondamento è quella che fa quadrare il documento al centesimo. Se la tua fattura ha l’IVA, parti dal compenso.
Aliquote a cura tua. Cassa e ritenuta cambiano per ordine professionale e per tipo di prestazione, e non sono cablate qui dentro. Il conto è aritmetica sui parametri che inserisci, non un parere fiscale.
Fonti, con grado di verifica. IVA sulla base che comprende la rivalsa previdenziale: art. 13 DPR 633/1972 (S). Ritenuta d’acconto sui compensi di lavoro autonomo, di norma il 20%: art. 25 DPR 600/1973 (S). Marca da bollo di 2,00 € sui documenti senza IVA oltre 77,47 €: DPR 642/1972, Tariffa allegato A art. 13 (S). Esclusione della ritenuta per i forfettari: L. 190/2014 art. 1 c. 67 (S). Elenco completo nel registro delle fonti.